Buongiorno a tutti! Oggi un tema che mi trovo ad affrontare spesso, ovvero: “se un bambino non parla o parla poco, o parla male, quanto si può aspettare prima di rivolgersi ad un logopedista?”
Riporto come esempio la richiesta di una mamma che assomiglia a molte altre che ricevo:
Cara Mamma Logopedista,
ho un bambino di 2 anni compiuti il 13 dicembre scorso che ancora non si decide a parlare … fa pochi versi e dice solo mamma e papà quando decide lui …
Abbiamo un’importante informazione: il bambino ha compiuto 24 mesi il 13 dicembre, significa che ora ne ha 25, quasi 26.
In clinica, quando i bambini sono molto piccoli, i dati normativi di riferimento possono cambiare anche da mese a mese.
A questa età un bambino con un linguaggio nella norma dovrebbe pronunciare tra le 150 e le 500 parole, come potete leggere nella tabella che trovate qui. È vero, tuttavia che esiste un gruppo di bambini denominati “Late Talkers” o “Parlatori Tardivi“: bambini che a 24 mesi pronunciano meno di 50 parole oppure più di 50 parole, ma senza combinarle tra loro.
I bambini Parlatori Tardivi possono gradualmente migliorare e recuperare il gap con i coetanei, mentre altri possono permanere nella difficoltà e avere un Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL).
A questa età il logopedista è già in grado di dire, eseguendo uno specifico esame del linguaggio, se il bambino necessita di un monitoraggio delle competenze linguistiche (quindi una verifica a cadenza di 3-4 mesi) per valutare l’evoluzione, oppure già di una terapia volta ad incoraggiare l’esordio del linguaggio. Una eventuale terapia per l’esordio del linguaggio, non necessariamente sarà diretta sul bambino, ma, nelle fasi iniziali, potrebbe consistere semplicemente in un counseling alla famiglia con lo scopo di incentivare i giusti atteggiamenti dell’adulto e eliminare invece altri comportamenti che possono inibire o frustrare il bambino (ricordiamo che ha poco più di due anni).
Inoltre le difficoltà di espressione potrebbero dipendere da molti altri fattori che andrebbero indagati: il bambino ha avuto la lallazione (o Babbling)? Il bambino è un respiratore orale? Il bambino ha avuto otiti ricorrenti? Ha una abitudine viziata (ciuccio, succhiamento del dito …)? Com’è la sua bocca? tutti elementi molto complessi che il logopedista sa valutare e vedere con un occhio di insieme.
… io vedo che capisce tutto: ad esempio sa indicare tutte le parti del corpo imita i vari atteggiamenti che vede in famiglia o anche all’esterno, è molto socievole con tutti e se ha l’occasione gioca volentieri con gli altri bambini!! …
Un bambino che ha un disturbo specifico di linguaggio (DSL) è un bambino che ha tutte le altre competenze integre: normale intelligenza (o superiore al normale) e normali capacità motorie. In questo caso la socializzazione con i coetanei è buona, segno che l’assenza di linguaggio non incide sulla comunicazione.
… io e mio marito lavoriamo e durante il giorno sta con i nonni volentieri e senza fare storie particolari! …
Sento un fondo di senso di colpa, come a dire che il bambino parla poco perché non ha occasione di stare con mamma e papà: in realtà il bambino che ha un disturbo di linguaggio specifico (DSL), lo avrebbe comunque.
Sono bambini che nascono così, come quelli che portano gli occhialini o che hanno i denti storti … si può intervenire in famiglia affinché tutti (genitori e nonni) mantengano un atteggiamento comunicativo adeguato e utile ad incoraggiare il bambino ad esprimersi senza inutili frustrazioni.
Quando il bambino “entrerà in società” con l’inizio della scuola dell’infanzia, questo sarà sicuramente un incentivo per il bambino a sforzarsi di più per essere capito ed usare il linguaggio.
… la mia pediatra di riferimento mi ha detto che fino a tre anni è normale e che non mi devo preoccupare … ma a volte la preoccupazione e, forse sbagliando, il fatto di vedere gli altri bambini della sua età o anche più piccoli che parlano mi fa venire un po’ di ansia!!!
Mi dispiace dire che fino a tre anni NON è normale che un bambino parli così poco (anche se è accettato comunemente), ma si rientra già nel gruppo clinico dei “Parlatori Tardivi” (PT).
È vero tuttavia che alcuni bambini i questo gruppo tendono a normalizzarsi col tempo senza un intervento specifico; a mio giudizio è comunque meglio averli già in osservazione per poter valutare l’evoluzione spontanea ed intervenire nel momento in cui si rileva che il bambino non progredisce abbastanza velocemente.
Come la mamma stessa rileva da semplici osservazioni di altri bambini coetanei, a questa età il linguaggio è già presente.
Il pediatra prende riferimento ai 36 mesi: certo, in pochi casi si inizia un trattamento specifico sul bambino prima dei 3 anni in quanto deve essere presente anche un certo grado di collaborazione, tuttavia è possibile iniziare prima se il linguaggio è molto povero.
Il problema è un po’ più complesso: se si aspettano i 3 anni per prenotare una visita specialistica, passano almeno 2-3 mesi per la prima visita (nel Servizio Pubblico) e poi altri 2 – 3 mesi per l’inizio del trattamento e così ci si ritrova già a 3 anni e mezzo, se non 4 anni.
… quello che volevo chiederle è se secondo lei dovrei portarlo da qualche specialista o devo stare tranquilla! la ringrazio e aspetto una sua risposta!
La questione è molto complessa, come già sopra descritto, ecco alcuni spunti di riflessione:
- rivolgersi ad un servizio specialistico a 3 anni, significa spesso aspettare almeno 3 mesi per una terapia specifica logopedica (a meno che una famiglia non possa permettersi una terapia privata che è piuttosto onerosa). Il servizio pubblico riceve tantissime richieste ed è normale che ci sia un’attesa.
- Difficilmente un bambino comincia un trattamento logopedico subito dopo la prima visita: avete presente le liste d’attesa?
- Rivolgersi ad uno specialista quando il bambino è molto piccolo, non significa necessariamente iniziare una terapia; esattamente come si prevengono le carie andando presto dal dentista, si può eseguire un esame del linguaggio al solo scopo di rassicurarsi o meno sul normale sviluppo linguistico.
- A volte placare le ansie dei genitori su un problema di linguaggio (che sia reale oppure no), aiuta a creare un ambiente più sereno e a recuperare una comunicazione più sana: è importante sapere che si può comunicare bene anche senza parole.
- Non si trovano facilmente logopedisti specializzati sul bambino piccolo (0-3 anni), a volte la ricerca di una figura adatta può richiedere diverso tempo se ci si rivolge all’ambito privato. Nelle strutture pubbliche in cui sono presenti più professionisti , invece, esiste personale specializzato in diversi ambiti.
Insomma il problema è complesso, ma il mio consiglio è comunque quello di non aspettare troppo per una prima valutazione e rivolgersi al logopedista già a due anni e mezzo; tanto meglio se non ci sarà bisogno di alcun intervento.
Spero con questo post di avere dato risposta a molte famiglie.
Aspetto i vostri interventi e le vostre esperienze!!
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